Fiato di sbirro
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Bologna, giovedì 24 luglio 1991
L'inverno è gelido e nebbioso.
In estate è caldo: tanto, veramente; l'umidità molta, insopportabile. L'afa penetra nei polmoni come il fumo nicotinico di una Camel; passa nel sangue, intorpidisce le membra, la mente.
Soltanto verso sera il sudore della giornata si rinfresca: idee e voci tornano a schiarirsi con l'imbrunire.
Giovanni Sardi sta lì, abbandonato sulla sua sdraio modello "Riccione spiaggia".