| Per chi vuole reimmergersi nelle sensazioni dolci-amare ed esilaranti di quella fanciullezza che segna profondamente il nostro presente. - Dove vai? - Vado giù! - "Giù" era il nostro quartiere. Io pensavo che si chiamasse veramente così: "Giù". Ho cominciato a dire: "Vado giù all'età di sei anni. Troppo presto per capire che quel "Giù" era solo un avverbio. Gino Scognamillo, detto Scornacchino, era il nostro capro espiatorio. Era il più piccolo, era normale che toccasse a lui. Scornacchino aveva una malformazione di crescita. Era alto poco più di un metro e mezzo e sarebbe rimasto così anche da grande. Lo aveva detto mia madre. - Povero ragazzo. E' malato! Io non lo vedevo malato. Per me Scornacchino era normale. Era un po' basso, sì, ma per il resto era normale. Avevo sentito mia madre dire a mio padre, che i genitori di Scornacchino erano cugini prima di sposarsi. E poi aveva aggiunto che era preoccupata per me, perchè temeva che io potessi sposarmi con Luisella la figlia di zia Anna, la sorella di papà. | ||||||||||
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