| Il cielo è scuro, basso, sfiora le cime dei pini delle montagne più alte. Nuvole gonfie, cariche. Lampeggia. Presto pioverà. Il ragazzo corre. Occhi sbarrati, cuore a tamburo, polmoni in fiamme. Corre, spera di fare in tempo. Spera di riuscire a opporsi al destino. S'inerpica lungo i fianchi della montagna, tra alberi secolari. Non e' stanco. E' forte il ragazzo, possente. Nulla potra' fermarlo, perche' corre per la sua vita. Raggiunge la rupe finalmente. Troppo tardi. Piange. Grida al vento la sua disperazione. Ma e' Inutile. Non cambiera'. Non cambia mai. C'e' qualcuno dietro di lui. Qualcuno che non riusciamo a vedere. Ma il ragazzo lo vede e i suoi occhi sono pieni di sdegno, occhi perduti con dentro un'ultima sfida. Dice qualcosa. Non udiamo le sue parole; ora il vento e' troppo forte. Poi una domanda giunge dal nulla. "Dov'e'?" E il ragazzo risponde:" Non te lo diro'. Puoi solo uccidermi". Mani forti, invisibili, lo afferrano. Ma non c'e' paura nei suoi occhi. Non più. Neanche ora che e' sospinto sull'orlo del precipizio. Che cade nel vuoto. Ancora E ancora E ancora E. | ||||||||||
|
| |||||||||||