| "- Ho fame! Prendi una mela dal fagotto rosso ornato di bianchi fiori di melo. Tenti di pulirla con l'orlo del mantello impolverato, ma la mela si sporca di più. La riponi nel fagotto. Ne prendi un'altra, più pulita, e la metti nelle mani di tuo nipote Yassìn, seduto accanto a te con la testa appoggiata sul tuo braccio stanco. Yassìn, con le mani piccole e sporche, prende la mela e la porta alla bocca. Il vuoto lasciato dai suoi incisivi da latte non è stato ancora riempito. Cerca di morderla con i canini. Le guance magre e scavate si mettono in movimento. Gli occhi piccoli e stretti si stringono sempre di più. La mela è aspra. Yassìn arriccia il naso e tira su. Sei seduto con le spalle rivolte al sole estivo e ti appoggi al parapetto del ponte che lega le due rive di un fiume in secca a nord della città di Polkhomrì. La strada che congiunge il nord dell'Afghanistan a Kabul passa proprio da questo ponte. Comunque, se dopo il ponte giri a sinistra e continui per la strada di Khamèh lungo aride montagne, arrivi alla miniera di carbone di Karkàr... Il lamento di Yassìn ti distoglie dal pensiero della strada per la miniera. Guarda! Tuo nipote non riesce a mordere la mela. Dov'è il coltello? Cerchi nelle tue tasche. Lo trovi. Prendi la mela dalle sue mani, la tagli in due, e ogni pezzo di nuovo in due. Gli ridai tutti i pezzi. Rimetti il coltello in tasca e incroci le braccia sul petto."... Guarda la video_presentazione del libro "Terra e cenere" in lingua originale | ||||||||||
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