| E' aspro, caldo e aspro mentre rimbalza nei polmoni. L'utimo fumo, l'ultimo della notte o il primo del mattino; esce dalla cicca stropicciata, tirato fuori a forza di nervi e rotola in bocca inarrestabile, per scivolare gił verso quei polmoni ormai incatramati, che fannno fatica e male quando provano a dilatarsi. E poi risale, ancora di corsa, fino a ritrovarsi fuori, in quell'aria fredda delle cinque, sputato fuori e maledetto. | ||||||||||
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