| Vita e morte di Vladimir Majakovskij, il poeta della Rivoluzione, raccontate come in un rapporto di polizia da una spia innamorata." "Gli diceva: "Vieni qua, piccolino mio" - ma era grande, molto più grande di lei, in ogni senso - e gli tirava indietro i capelli, così sudati dopo ogni declamazione, e lo chiamava Volodja e gli dava ragione in tutto. Lo seguiva sui selciati dentati che lui vedeva e lei no, persa dietro la sua nuca - a Pietroburgo, di notte. Era una vecchia pazza e si era innamorata di Majakovskij, ma lui era morto 70 anni prima. Un po' era anche un bene così non poteva vederla, coi cernecchi ritinti e gli occhi scerpellini. Una vera vecchia. Una rarità nel suo tempo, dove erano tutte ricucite e travestite da ragazze. Ma all'epoca di Majakovskij, una megera come tante. | ||||||||||
|
| |||||||||||