| Un giorno incontrai un imponente indiano di una quarantina d'anni con un foulard rosso stretto attorno alla fronte e una treccia di capelli sul collo. Dal sorriso splendente e dal calore dello sguardo capii subito che quell'uomo era un autentico apostolo al servizio dei più diseredati. Avendo saputo che sul delta del Gange c'era un secondo battello-dispensario Città della gioia, il cui scopo era quello di soccorrere la popolazione di cinquantaquattro isole totalmente prive di assistenza medica, era venuto a chiedere il mio aiuto. Da più di dieci anni Satinah "Sathyu" Sarangi, è questo il suo nome, si occupa di un'organizzazione non governativa, apolitica e non confessionale, che cura con grande dedizione le vittime più indifese della maggiore catastofe industriale della storia, quella che, nella notte fra il 2 e il 3 dicembre 1984, in seguito a una massiccia fuga di gas tossico, fece nella città di Bhopal, in India, dai sedicimila ai trentamila morti e procurò gravi danni alla salute di altre duecentomila persone circa". Recensione di Giulio Laurenti "Ricordate il disastro di Bhopal? Era la notte tra il 2 e il 3 dicembre 1984, a mezzanotte e cinque una spaventosa nube tossica fuoriesce da una fabbrica americana di pesticidi. La più grande catastrofe industriale della storia ha inizio. Nessuno saprà mai quanti furono i morti, tra i sedicimila e i trentamila, mezzo milione i feriti. Dominique Lapierre (l'autore della "Città della gioia") e Javier Moro hanno ricostruito la storia della vicenda e fondato un'associazione per raccogliere aiuti per la popolazione di Bhopal. Si può anche visitare il loro sito: http://cityfjoyaid.org oppure scrivere a dominique.et.dominique.lapierre@wanadoo.fr | |||||||||