| "Scuola. Come andata oggi?" "Imparare mi fa sentire ignorante," rispose Gabriel. "Ha telefonato papà?" Oltre al fatto che non sapeva dove fosse finito suo padre, qualcosa di strano stava accadendo al tempo atmosferico nel quartiere in cui viveva Gabriel. Quella mattina, quando era uscito per andare a scuola con Hannah, era caduta una leggera pioggia primaverile, ed era autunno. Prima che raggiungessero i cancelli della scuola, uno strato di neve si era posato sui loro cappelli. A ora di pranzo, nel cortile, i raggi caldi del sole, improvvisamente brillante come una gigantesca lampada, erano stati così forti che i bambini avevano dovuto giocare in maniche di camicia. Nel tardo pomeriggio, mentre lui e Hannah si affrettavano verso casa lungo il limitare del parco, Gabriel si accorse che le foglie nel parco si sollevavano dal terreno e fluttuavano verso gli alberi da cui erano cadute, dove si riunivano ai rami prima di ridiventare verdi. Con la coda dell'occhio, Gabriel notò qualcosa di ancora più strano. Dalle giunchiglie in fila sollevarono le teste e le fecero ricadere, come ballerine che si inchinano alla fine di una rappresentazione. Quando una di esse gli fece l'occhiolino, Gabriel si guardò intorno prima di afferrare la mano pelosa di Hannah, cosa che era sempre restio a fare, specialmente se qualche suo amico si trovava nel raggio visivo. Ma oggi era diverso: il mondo stava impazzendo. "Si è fatto vivo?" chiese Gabriel. Hannah era la ragazza straniera alla pari. "Chi?" disse lei. "Mio padre." "Certo no. Andato via. Andato." Il padre di Gabriel aveva lasciato la casa, dietro invito di sua madre, tre mesi prima. Stranamente, erano passati alcuni giorni da quando aveva telefonato l'ultima volta, e almeno due settimane da quando Gabriel lo aveva visto. Gabriel decise che appena rientrato avrebbe disegnato le giunchiglie che facevano l'occhiolino, per ricordarsi di raccontarlo a suo padre. Suo padre amava cantare o recitare poesie. "Belle giunchiglie, piangiamo a vedervi/sparire tanto in fretta…" avrebbe canticchiato mentre camminavano. Per suo padre, i negozi, i marciapiedi e le persone erano vivi come la natura, anche se avevano maggiore interesse umano, e mutavano in continuazione, come gli alberi, l'acqua o il cielo. | ||||||||||
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