| "E' passata in un lampo - sorseggiando la granita di caffè - mi venne di pensare. Che lampo e lampo? rispose la voce. Quanto lunghi saranno i tuoi secoli, tanto ti seguirà il ricordo, e sempre avrai quel gesto che t'è venuto male, la carezza incompiuta, o goffa, le parole d'amore mal dette, o immeritate. Quanto lunghi i tuoi secoli, tanto ti seguirà il ricordo, ripete sorridendo, e la guardo, mentre lei alza la testa, e volge lo sguardo altrove, verso lo struscio della sera, le verande dei ristoranti, i pescherecci che salpano. E lei, chiedo, Lei, ha secoli avanti, risponde la voce, ma dimentica, e si fa bella." Quattro notturni è il primo volume della Collana Le remore, appena uscita per Aletti Editore (luglio 2003), dove vengono presentati testi poetici di narratori, saggisti e scrittori che pur frequentando in maniera parallela e spesso sotterranea la poesia, raramente hanno pubblicato versi attribuendo a questa forma di scrittura il valore di sperimentazione o di palestra intima, personale. A volte, l'esigenza di emergere dal mare profondo può spingere queste parole nascoste verso la superficie. Allora, come la remora di Jung, la loro forza può stupire e costringere le grandi navi a fermarsi. Quattro notturni di Filippo Tuena raccoglie quattro brevi poemetti legati al tempo della notte, e rappresenta la sua produzione poetica degli ultimi tre anni (dal 2000 ad oggi). | ||||||||||
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