| "Prima ero tutto intero. Io sono nato intero. Intero ho fatto il bambino, intero l’adolescente. Intero ho frequentato il liceo. Sono rimasto intero fino a quando l’attimo del diavolo non è piombato nella mia vita. Prima di quell’attimo che ha cambiato il corso della mia vita tutto era pronto effettivamente per una svolta. Tutto presumeva che fosse una svolta felice o quantomeno interessante. Quel giorno era di luglio. La giornata andava a concludersi come meglio non avrebbe potuto. Di mattina mi ero congedato dalla scuola. Gli orali della maturità si erano svolti nel migliore dei modi. Molto probabilmente mi sarei licenziato dalla scuola con il massimo dei voti. Il caso aveva voluto che quel giorno coincidesse con il mio compleanno. Quel giorno ho compiuto diciotto anni. Diciotto anni e la maturità in tasca nella medesima giornata. Maturo per la legge, maturo per la scuola. Maturo. Un giorno che tutti attendono, che tutti si immaginano come straordinario. Un giorno in cui si può passare a diversa vita, in cui la famiglia, la scuola e la società si dimostrano pronte ad accoglierti nella tua personalità, nella tua individualità, nella tua maturità, appunto. Un giorno fortunato, quel giorno, non c’è che dire. Un giorno eccezionale da ricordare, da raccontare per tutta la vita. Un giorno in cui, però, si insinuano, accanto all’euforia, il dubbio, l’insicurezza, la paura. Cambiare comporta la necessità di cambiarsi. Questo doppio mutamento ti appassiona e ti spaventa similmente a ciò che avviene la prima volta che fai l’amore o la prima volta che parti per una dimensione desiderata e in qualche modo sconosciuta. Attendi con trepidazione quel momento, ma ti fai sotto dalla paura. Come affrontare quella paura? Come rimuovere l’insicurezza? Non so se capita proprio a tutti; io ho sempre affrontato quella paura e quell’insicurezza facendo di tutto per stordirmi, per arrivare a uno stato modificato di coscienza che potesse seppellire, anche solo per un momento, quella sensazione di panico terrore. La paura ti costringe a fuggire, l’insicurezza ti obbliga a non sopportare le pause, i tempi morti della discussione, della musica, della vita. Per rimuovere la paura e l’insicurezza devi vivere in una velocità assoluta e in un tempo totalmente privo di pause. Pensare, riflettere, ragionare, meditare sono abilità che ti fanno piombare nella paura e nell’insicurezza. Quando desideri cambiare tutto e non sai neanche cosa ciò voglia dire, l’unica idea che hai è di muoverti freneticamente non importa per quale meta, di ridere senza sapere perché, di parlare in modo automatico, di andare veloce, di ascoltare ad altissimo volume la musica del nulla per non sentire i rumori del mondo. Quando non sai se riuscirai a cambiarti, quando non sai esattamente cosa significa cambiare, ma desideri ardentemente cambiare, hai bisogno di diventare un automa che nella meccanica infernale dei suoi gesti scaccia ogni paura. Proprio allora, in quel momento in cui desideri di presentarti al mondo, di marcare l’individualità della tua personalità, hai bisogno di fare l’automa spersonalizzato privo di volontà; proprio allora, quando vuoi urlare al mondo la tua intelligenza, hai bisogno di fare l’idiota; proprio allora, quando hai bisogno di vivere, vuoi toccare con mano la sensazione della morte".... | ||||||||||
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