Dal profondo dell'inferno
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Canti e musica al tempo dei lager.
Queste canzoni arrivano dal profondo dell'inferno, quello rappresentato dai campi di concentramento nazisti, i famigerati lager, e contribuiscono in modo inconsueto a raccontare la più grande tragedia del secolo ventesimo. Costituiscono, al tempo stesso, una testimonianza del ruolo fondamentale che l'espressione musicale continua ad avere anche nelle condizioni più terribili.
La musica come salvazione, come antidoto, come modo di resistere alle sofferenze e alle torture ? Certamente. Ma anche come testimonianza di una funzione sua propria di dare forza, raccontare fatti, testimoniare eventi, trasmettere emozioni."

Recensione di Giulio Laurenti
"Anche nei campi di sterminio si creava musica. E non solo cose allegre, anzi, molti pezzi cantati erano di un umor nero da far accapponare la pelle. Leoncarlo Settimelli ha raccolto un gran numero di queste opere a testimoniare come per restare esseri umani gli internati davano fondo alla loro genialità per rallegrare quanto possibile la gente destinata alle camere a gas. C'era il fior fiore dei musicisti dell'Europa centrale, nei campi nazisti, e fino all'ultimo hanno suonato, come pare fecero anche i loro colleghi del Titanic. Alcune hanno la malinconia di un fado: "se il cielo fosse bianco di carta / e tutti i mari neri d'inchiostro / non potrei dire a voi miei cari / quanta tristezza ho in fondo al cuore / quale è il pianto quale è il dolore.


Dal profondo dell'inferno
Leoncarlo Settimelli
€ 15,49
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